Mesima, l’istituzione della riserva naturale un trampolino di lancio per il turismo

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Mesima, l’istituzione della riserva naturale un trampolino di lancio per il turismo

La legge regionale che istituisce la riserva naturale alla foce del Mesima, approvata all’unanimità dal consiglio regionale, è una scelta che fa felici gli ambientalisti e la giovane biologa Jasmine De Marco, ma, soprattutto, può e deve giocare un ruolo importante nel pieno recupero urbanistico, culturale e paesaggistico dell’ultimo miglio dell’asta fluviale che segna il confine tra le province di Vibo e Reggio Calabria. Ci sono, inoltre, da valutare le possibili ricadute positive sull’economia e sulle attività occupazionali. L’area interessata, compresa tra i comuni di Nicotera, San Ferdinando e Rosarno, ad oggi, risulta afflitta da problematiche gravi (presenza pervasiva della criminalità organizzata, sfruttamento degli immigrati, abusivismo edilizio, inquinamento di collettori e corsi d’acqua) alla cui attenuazione si spera possa contribuire la realizzazione della riserva. Il risanamento dell’ultimo tratto del fiume Mesima, peraltro, potrà e dovrà avere conseguenze positive anche sul litorale compreso tra San Ferdinando e Nicotera da tempo devastato da fenomeni di inquinamento in parte riconducibili anche agli scarichi fognari che numerosi comuni effettuano direttamente nel Mesima anche perché ancora privi di depuratore. Con la realizzazione della riserva dovranno, giocoforza, diminuire anche in presenza di limiti e divieti che sicuramente saranno imposti a salvaguardia delle risorse dell’area protetta.Il miglioramento delle condizioni ambientali consentirà a residenti e turisti di accedere, magari mediante la realizzazione di piste ciclabili, a un paradiso naturale che già oggi è meta di tanti appassionati. Nelle aspettative della Regione, che nel progetto investirà centomila euro all’anno per il triennio 2023-2025, l’istituzione della riserva porrà fine.


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